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Ventiduesimo giorno di Avvento. Quarta domenica

Giuseppe nei Vangeli non parla, è l’uomo del silenzio, dell’obbedienza. È l’uomo dei sogni… Ma non un sognatore che vaneggia, ma un sognatore che si fonda sulla Parola di Dio e ad essa obbedisce! Quanta illogicità umana su ciò che gli viene richiesto di chiedere ma lui è sempre pronto a dire il suo SÌ come la sua promessa sposa! Insieme pregando e meditando la Parola hanno imparato a dire sì e hanno rinunciato ai loro progetti personali per farsi “strumenti” nelle mani di Dio ed accogliere la sua Parola fatta carne e consegnarla al l’umanità.
Giuseppe con la sua obbedienza permette che l’Emmanuele, il Dio con noi, potesse mettere la sua tenda in mezzo a noi!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,18-24.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio-con-noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,