
Il Centro Studi Internazionale Leone XIV ETS, costituito presso la Comunità Agostiniana di Santo Spirito a Firenze e presieduto da padre Giuseppe Pagano, OSA, ha promosso il suo primo workshop internazionale, svoltosi il 16 e 17 settembre 2026 presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Due giornate dedicate alle frontiere della povertà, nel ricordo di fra Severino Bussino, seguite il 18 settembre dall’udienza concessa da Papa Leone XIV ai partecipanti.
Un appuntamento che ha unito la riflessione sulle molteplici dimensioni della povertà a un gesto concreto di condivisione: la consegna al Santo Padre dell’assegno simbolico della raccolta fondi promossa in memoria di fra Severino.
Il primo workshop, nel ricordo di fra Severino
Organizzato in collaborazione con il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, il workshop aveva per titolo “Let everything be yours in common. The Frontiers of Poverty”: un richiamo all’invito di sant’Agostino alla condivisione dei beni, assunto come punto di partenza per esplorare le frontiere della povertà contemporanea.
Coordinato da Massimo Faggioli, Simone Morandini, Cristina Simonelli e padre Chabi Kolawole, OSA, l’incontro è stato dedicato alla memoria di fra Severino Bussino, OSA, che aveva contribuito in modo determinante alla sua ideazione e preparazione, senza poterlo vedere realizzato. Il suo impegno è stato ricordato in apertura da Stefano Maria Mari.
All’apertura sono intervenuti il preside dell’Augustinianum, padre Juan Antonio Cabrera, e padre Martin Davakan, OSA, Assistente generale, in rappresentanza del Priore generale padre Joseph Farrell, impegnato nei lavori del Consiglio generale. Il Priore provinciale padre Gabriele Pedicino ha aperto la seconda giornata di lavori. Padre Farrell ha presieduto, la mattina del 17 settembre nella cappella di Santa Monica, la Messa in memoria di fra Severino e ha tenuto le conclusioni del workshop. Una presenza che ha espresso il sostegno dell’Ordine Agostiniano all’iniziativa.
Le molte dimensioni della povertà
Due giorni illuminati dalla penetrante meditazione biblico-artistica di sr. Elena Manganelli e articolati su un intreccio tra dimensione sapienziale e ascolto della contemporaneità, per capire cosa è oggi povertà (illuminante in tal senso l’intervento di Mons. Luis Marín de San Martín), ma anche cosa significa oggi povertà. Si tratta, infatti, di una realtà polidimensionale che — ha mostrato efficacemente Enrico Giovannini nella lectio di apertura — colpisce oggi violentemente tanta parte dell’umanità in una società spesso iniqua. Molti i fattori che la favoriscono: condizioni climatiche alterate, fragilità economica e istituzionale, conflitti.
È una realtà che sembra sovrastare la stessa possibilità di immaginare futuri diversi, in cui la vita di tutti e tutte possa fiorire, eppure immaginare è stata una parola chiave in questi giorni: l’immaginazione insegna ad attingere a una varietà di risorse per disegnare scenari e figure ricche di senso. Nei lavori si è quindi attinto alla Scrittura (con gli interventi di Donatella Scaiola e del compianto p. Kieran O’Mahony, OSA, il cui contributo è stato letto da p. Elizandro Contreras, OSA), riscoprendo la cura del Creatore per il povero, ma anche il radicamento cristologico di un’attenzione in tal senso: l’incarnazione ci parla di un Verbo che si è fatto carne — e carne di un’umanità povera. Si è rimeditata la sapienza dei Padri (Michele Cutino) e la prassi all’origine degli ordini mendicanti (Francesco Salvestrini), così come l’esperienza monastica (Claudia Maiorelli); ci si è confrontati con la complessità della Riforma protestante e con le trasformazioni che essa ha apportato in quest’ambito (Debora Spini).
Riferimento chiave la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica (Erio Castellucci, Pier Davide Guenzi), colta in quell’evoluzione che ha un punto alto nell’assunzione dell’opzione preferenziale per i poveri, ma che sempre esige una lettura delle cose nuove con cui darle corpo. In questo senso è stato accentuato quel dinamismo che da Rerum novarum porta fino a Magnifica humanitas, passando per l’invito di Pacem in terris a guardare ai segni dei tempi. L’esortazione apostolica Dilexi te appare in tal senso come riferimento importante per uno sguardo cristiano sulla povertà (Marín de San Martín), ma esso si trova contraddetto dall’emergere nel mondo cristiano — ad esempio negli USA — di approcci insofferenti nei confronti della solidarietà (Massimo Faggioli).
Alla luce di tale gioco di riferimenti si è guardato al reale del nostro tempo, per coglierne la complessità, al di là di quelle distorsioni semplificanti che l’era dell’IA rende così facili. È emerso così l’intreccio della povertà con la guerra, generatrice di devastazione e spreco di risorse (Lucia Capuzzi), ma anche con il problematico ruolo dell’IA (Elías Neira, OSA). A tali istanze si è prestata attenzione cercando di coglierle dal punto di vista dei poveri, luogo preferenziale per cogliere il reale nella sua complessità (secondo l’indicazione dell’enciclica Laudato si’). Un approccio marcatamente intersezionale, quindi, che ha portato a percepire la povertà in modo ampio, irriducibile alla disponibilità economica, ma legato piuttosto alla disponibilità di quella varietà di capacità che servono all’umano per fiorire. Un focus specifico sul tema dell’acqua (Federica Natalia Rosati), poi, ne ha mostrato il ruolo strategico in tale senso.
Responsabilità, giustizia, cura e condivisione
Alcune parole chiave — pronunciate con il rigore dell’analisi e con la passione di chi sa che la povertà è dramma — sono emerse nel corso del convegno, anche a partire da una ripresa del pensiero di Agostino (Donatella Pagliacci):
- Responsabilità, nell’uso dei beni — materiali e immateriali — e nella loro condivisione.
- Giustizia, per una comprensione del diritto come servizio per i più vulnerabili e non tutela di interessi di pochi (Patrizia Giunti).
- Cura, come promozione della dignità dei poveri, contro ogni forma di paternalismo.
- Povertà di spirito, intesa come disponibilità alla solidarietà e alla condivisione, contro l’arroganza di chi considera la ricchezza come espressione di superiorità e la povertà come colpa.
In un tempo di drammatiche trasformazioni, che sembrano scardinare ogni ordine internazionale di solidarietà, è stata sottolineata la responsabilità delle Chiese di operare assieme per una cultura relazionale di attenzione per i poveri. Soprattutto la responsabilità per un pensiero per la giustizia — per il contrasto cioè a quelle condizioni che co-determinano la povertà; un pensiero capace di analisi scientifica e al contempo di sostenere una visione di speranza — come quella di Isaia 2 — di un futuro di fraternità nella pace.
L’incontro con Papa Leone XIV e il legame con Firenze
Queste riflessioni hanno trovato un ulteriore sviluppo nell’incontro del 18 settembre con Papa Leone XIV, nella Sala del Concistoro. All’udienza era presente anche l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli. Il Pontefice ha espresso gratitudine per l’iniziativa, sottolineando “l’importanza dell’attitudine alla riflessione e al pensiero critico nella costruzione di una civiltà dell’amore”. Ha apprezzato l’apertura del Centro al confronto con il mondo accademico, le istituzioni e la società civile, richiamando le collaborazioni con l’Augustinianum e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Ha inoltre collegato la sede fiorentina all’eredità dell’Umanesimo e alla costruzione della pace.
Dal discorso è giunto un invito a promuovere una formazione alla vita pubblica e politica orientata al bene comune, capace di alimentare responsabilità verso la comunità e rapporti di solidarietà. Il Papa ha indicato nella riflessione agostiniana una risorsa per il rinnovamento della vita personale, economica e politica, incoraggiando il Centro a contrastare sfiducia e rassegnazione.
Leggi il discorso integrale di Papa Leone XIV sul sito della Santa Sede.
Un gesto concreto nel ricordo di fra Severino
Nel corso dell’udienza è stato consegnato al Santo Padre l’assegno simbolico della raccolta fondi promossa dal Centro in memoria di fra Severino Bussino. Il ricavato è destinato all’Elemosiniere di Sua Santità; sarà il Santo Padre a scegliere le opere di carità da sostenere attraverso il Dicastero per il Servizio della Carità – Elemosineria Apostolica. Un gesto di condivisione che ha accompagnato la riflessione scientifica con un impegno concreto a favore dei più poveri.

Il lavoro proseguirà con la pubblicazione degli atti, prevista nel 2027: il primo volume sarà dedicato a fra Severino Bussino, nel cui ricordo il workshop è stato pensato e realizzato.
Il racconto e le fotografie delle giornate
Dalle sessioni di studio all’Augustinianum all’incontro con il Santo Padre, le immagini raccontano i momenti del primo workshop internazionale. Sul sito del Centro Studi sono disponibili il resoconto del workshop e la galleria fotografica completa.





