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Home » Alessandro Piesco: una sua riflessione sui discorsi di Sant'Agostino

Pubblicazioni e contributi 13 Dicembre 2011

Alessandro Piesco: una sua riflessione sui discorsi di Sant'Agostino

Ho appena finito di leggere i due discorsi di S. Agostino : condivido tutto.
“Sento” il significato profondo delle “sue” parole.
”Scorgo” il Signore Gesù dietro “di lui” che lo ispira … In particolare, mi fermo a riflettere, come del resto suggeritomi dal santo, sulla frase che segue e che ho scelto per ispirazione, premettendoti che ciò che leggerai, è solo un mio personalissimo sentimento, quindi con tutti i limiti che può avere un mio personalissimo sentimento ma che mi fa piacere condividere con te.

La frase:
“Quale dono maggiore di questo poté Dio far risplendere ai nostri occhi: che il Figlio unigenito che aveva l’ha fatto
diventare figlio dell’uomo affinché viceversa il figlio dell’uomo potesse diventare figlio di Dio? Di chi il merito? Quale il
motivo? Di chi la giustizia? Rifletti e non troverai altro che dono”.

La mia riflessione:

Ho sempre creduto, forse ne abbiamo anche(già) parlato che credere in Gesù, significhi credere 2 volte in Dio e credere nello Spirito Santo, significhi credere 3 volte in Dio.

Ho sempre creduto che credere in Dio senza “includere” (parlare con gli altri di ) Gesù , sia oltre che una grave offesa a
Dio stesso,anche un grave limite della nostra fede.

Grave offesa a Dio stesso, perché non Gli si riconosce il Dono che ha fatto all’umanità, quindi ad ognuno di noi: Lui, Dio,
”Amore Puro”, si china sull’uomo ( amore impuro, in noi convive il male ed il bene), per donarci Gesù, suo figlio, a tal
punto da unirsi e fondersi in noi come “uomo come noi” e questo “Uomo”, china il capo sulla croce, per donarci lo Spirito Santo, donandoci, di conseguenza, la possibilità di trasfigurarci, anche a noi, un giorno e solo per Sua grazia, in “Amore Puro”. Il Dono di Dio, 3 Doni in uno !!!

E questo Dono passa attraverso una(la) Donna, una(la) stalla, una(la) croce, una(la) tomba. Chi, se non l’unico “Dio Vero”, avrebbe potuto pensare e fare tutto questo ? I nostri tanti e differenti dio ? No, non sarebbero stati capaci di arrivare a pensare a tanto, proprio perché nostri, quindi anche con tutti i nostri limiti.

Prima della venuta di Gesù e quindi della sua passione,morte e resurrezione ( il Dono di Dio ), si poteva (anche) dubitare
del modo di agire di Dio nella storia, per lo meno, come ci viene tramandato, in alcuni passi, dagli autori dei testi del
vecchio testamento. A volte, Dio sembra essere troppo vicino al modo di pensare e agire dell’uomo (anche se poi così non è, ma il Suo Sentimento era interpretato da uomini “prematuri”, in termini di fede).

Dopo la venuta di Gesù, non ci sono più “interpretazioni”, Gesù parla direttamente a noi e fedelmente di quello che ha
sentito da Dio Padre.
Dio, attraverso Gesù, “diventa”, “Dio vero”, svela il Suo vero volto ed il Suo vero Sentimento, al Suo splendore nessuno di noi può pensare di avvicinarsi: Amore gratuito e incondizionato, “Amore Puro”,appunto.
E questo Amore Puro è talmente avulso dal pensare e dall’essere dell’uomo che mi fa dire che “Dio vero” non può essere
assolutamente un’idea od un’invenzione dell’uomo(benché affamato di amore eterno) “Dio vero” esiste ed è unico vero Dio, non ce ne sono altri e,soprattutto, non ci sono (tutti) i tanti nostri dio, proiezioni del nostro egocentrismo.
Alzi la mano chi, da uomo, nella condizione, comoda, diremmo noi, di Dio (Onnipotente), si sarebbe mai “sprecato” a donarsi, come “Dio vero” ha fatto, per una creatura così limitata come l’uomo ?
Io rispondo per me : ”Io no!” .

Grave limite della nostra fede, perché non assaporando il Dono di Dio, non assaporiamo il Dolce di questa (tribolata) vita
terrena e restiamo limitati nel fare esperienza dell’ ”Amore Puro”. Fermarsi ad un dio che non si dona è, forse, peggio che non credere in Dio in assoluto.
Alzi la mano chi, ricevendo un ospite che ci regala un dolce, a ringraziamento della nostra accoglienza, giunti a fine pranzo , non lo serve in tavola ? Oggi siamo in tanti a servire,addirittura,ognuno il proprio.
A questa domanda rispondo con un’invocazione e preghiera al Signore :

“Gesù rendici capaci di apprezzare e comprendere il Tuo Dono, accoglierLo e servirLo alla tavola della nostra vita. Amen.”

La mia riflessione termina qui.

Ancora una volta ti ringrazio per il tuo dono, per avere condiviso, anche con me, riflessioni, come quelle di s. Agostino,
che scaldano il cuore.

Ancora una volta ti ringrazio per le tue preziose preghiere.
Ti abbraccio con affetto.

Alessandro Piesco

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