Il recente restauro dell’Organo Tronci e della Cantoria della Basilica di Santo Spirito rappresenta un intervento di straordinaria importanza per la tutela del patrimonio storico-artistico fiorentino e per la vita liturgica della comunità agostiniana.
Realizzato sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, l’intervento è stato reso possibile grazie al sostegno di Friends of Florence, attraverso il generoso contributo di Jim e Janet Dicke II.
Le origini: “la spesa fu di scudi mille”
Le ricerche storico-artistiche hanno permesso di datare con certezza la realizzazione della cantoria e dell’organo originario tra il 1551 e il 1553.
Come documentato nel cosiddetto Libro nero dell’Archivio della Basilica, l’intervento ebbe un costo complessivo di mille scudi, esclusa la doratura.
La cantoria, realizzata in legno di noce, è impreziosita da intagli di straordinaria qualità:
protomi femminili, teste di ariete e motivi ornamentali testimoniano l’opera di maestranze raffinate, capaci di rendere nel legno effetti di grande eleganza e profondità.
Dall’organo rinascimentale al Tronci ottocentesco
L’organo originario, attribuito a fra Bernardo d’Argentina, fu oggetto di numerosi interventi nel corso dei secoli.
Nel Settecento la famiglia Tronci intervenne per modernizzarlo, ma fu nel 1824 che si giunse alla realizzazione di un nuovo strumento, destinato a diventare quello attuale.
Si tratta di un organo monumentale, caratterizzato da:
- 68 tasti
- pedaliera a 16 note
- 38 registri
La sua struttura sonora, fondata sul Principale di 16 piedi, e la presenza di registri che imitano strumenti orchestrali (trombe, corni, fagotto, clarinetto, ottavino), lo rendono una vera “orchestra romantica in miniatura”.
La scoperta dell’aspetto originario
Uno degli aspetti più significativi del restauro è stato il recupero della finitura originale della cantoria.
Nel corso del tempo, infatti, l’intero apparato era stato ricoperto da una ridipintura grigia, probabilmente per esigenze liturgiche.
La rimozione di questi strati ha riportato alla luce:
- la bellezza del legno di noce
- le dorature originali
- l’equilibrio decorativo dell’insieme
Il restauro: tecnica e conservazione
L’intervento ha riguardato l’intero complesso, con operazioni di:
- pulitura delle superfici
- consolidamento strutturale
- trattamento antitarlo
- reintegrazione delle parti mancanti
Le dorature sono state recuperate e integrate con tecniche tradizionali, rispettando la patina storica.
Particolarmente delicato è stato il restauro del telone dell’organo, gravemente danneggiato da lacerazioni e deformazioni: grazie a un intervento specialistico, è stato possibile ripristinarne la funzionalità originaria.
Un restauro che restituisce un’identità
Questo intervento non rappresenta soltanto un recupero materiale, ma una vera restituzione di identità.
L’organo e la cantoria tornano a essere parte viva della Basilica, nel loro valore artistico, storico e spirituale, ristabilendo il legame profondo tra architettura, musica e liturgia.
👉 Il progetto è stato presentato ufficialmente alla città il 23 aprile 2026:
leggi l’articolo → “Santo Spirito ritrova la sua voce”













