Dopo oltre sessant’anni di silenzio, la Basilica di Santo Spirito ha ritrovato la sua voce.
Nella mattina di giovedì 23 aprile, alle ore 11.30, l’Organo Tronci e il suo apparato decorativo – Cantoria e Cassa – sono stati restituiti alla comunità al termine di un lungo e accurato restauro. Non si è trattato soltanto della riconsegna di un bene artistico, ma del ritorno di una presenza viva, capace di riannodare il legame profondo tra architettura, musica e spiritualità.
L’intervento, realizzato sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza e reso possibile grazie al sostegno di Friends of Florence, attraverso il dono di Jim e Janet Dicke II, è stato presentato alla presenza di Padre Giuseppe Pagano, Priore della Basilica, dell’Arch. Antonella Ranaldi, Soprintendente, di Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente di Friends of Florence, insieme ai restauratori Sandra Pucci, Alice Quaggiato, Chiara Mignani e alla ditta Chichi Organi con Luca, Pasquale e Marco. Particolarmente significativa anche la presenza di Francesco Tronci, erede della storica famiglia di organari che nel 1824 realizzò lo strumento.
Accanto alla comunità agostiniana e alle istituzioni, erano presenti coloro che hanno reso possibile questo percorso, in un momento che ha idealmente ricucito il filo della storia.
Una voce che torna a risuonare nello spazio di Brunelleschi
«È un sogno che diventa realtà», ha sottolineato Padre Giuseppe Pagano.
E in effetti, il ritorno dell’organo non è soltanto un fatto tecnico o artistico. È un evento che tocca la natura stessa dello spazio brunelleschiano, pensato non solo per essere visto, ma anche per essere ascoltato.
Per decenni, quel silenzio aveva sospeso una parte della vita della Basilica. Oggi, quel vuoto si colma di nuovo: la musica torna ad abitare le navate, a sostenere la preghiera, a dare respiro alla comunità.
Le prime note: memoria ed emozione
Il momento più atteso è arrivato quando le mani del Maestro Gabriele Giacomelli hanno incontrato la tastiera e l’organo ha finalmente ripreso a risuonare.
Le prime note hanno attraversato lo spazio con una forza inattesa, restituendo immediatamente la voce dello strumento attraverso la Pastorale in Sol maggiore di L. Bonini, riemersa dai manoscritti dell’Archivio della Basilica, seguita dalla “Consumazione” dallo Stabat Mater di Gioachino Rossini, nell’arrangiamento per organo di Carlo Fumagalli.
Due esecuzioni che hanno riportato alla luce una memoria musicale viva, capace di creare un ponte tra passato e presente.
Un dialogo tra arte, storia e spiritualità
Il restauro ha permesso non solo di recuperare lo strumento, ma anche di riscoprirne le radici più profonde.
La cantoria, datata tra il 1551 e il 1553, ha ritrovato la sua originaria eleganza: il legno di noce, le dorature, gli intagli raffinati tornano oggi visibili, liberati dalle stratificazioni che nel tempo ne avevano alterato l’aspetto.
L’organo, costruito nel 1824 dalla famiglia Tronci, si presenta come una vera e propria orchestra romantica in miniatura.
Il restauro: riportare alla luce, restituire senso
Sotto le superfici, il tempo aveva nascosto molto. Il lavoro dei restauratori ha riportato alla luce la finitura originale della cantoria, restituendo equilibrio e profondità all’insieme.
Interventi di consolidamento, reintegrazione e recupero hanno restituito integrità materiale, ma soprattutto significato.
È un restauro che non si limita a conservare: restituisce, interpreta, riconsegna.
Una comunità che si ritrova attorno alla sua voce
«Restituire questo organo significa ridare voce a un luogo», ha ricordato Simonetta Brandolini d’Adda.
Ed è proprio questo il senso più profondo dell’intervento: una comunità che si riconosce di nuovo in un suono, in una presenza, in una tradizione che continua.
Questo intervento si inserisce nel progetto “Umanesimo in Santo Spirito”, un cammino che intende valorizzare la Basilica come luogo vivo, dove arte, fede e cultura continuano a dialogare.
Dopo oltre sessant’anni, Santo Spirito ritrova così la sua voce.
E con essa, una parte della propria anima.
I prossimi appuntamenti
La restituzione dell’organo alla comunità è accompagnata da due momenti aperti alla città:
- 24 aprile 2026, ore 19.00
Concerto del M° Gabriele Giacomelli: “Viaggio musicale dagli organisti di Santo Spirito a Puccini”, con musiche di Rossini, Bellini, Verdi e Puccini, oltre a inediti ottocenteschi; - 26 aprile 2026, ore 10.30
Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Gherardo Gambelli.
👉 Per approfondire la storia e il restauro dell’organo e della cantoria:
leggi → “Il restauro dell’Organo Tronci e della Cantoria”
Alcune immagini della Conferenza

















