Giovedì 23 aprile, alle ore 11.30, la Basilica di Basilica di Santo Spirito ha vissuto un momento di straordinaria importanza: sono stati presentati ufficialmente l’Organo e il suo apparato decorativo – Cantoria e Cassa – restituiti alla comunità dopo un lungo e accurato restauro.
L’intervento è stato realizzato sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato, grazie al sostegno determinante della Friends of Florence, attraverso il generoso dono di Jim e Janet Dicke II.
Il restauro dell’organo è stato eseguito dalla ditta Chichi Organi, mentre l’apparato decorativo è stato curato da Sandra Pucci, con Alice Quaggiato e Chiara Mignani.
Una voce che torna a vivere dopo oltre sessant’anni
Con questo intervento, non si restituisce soltanto un bene artistico alla Basilica, ma si riattiva una dimensione sonora e spirituale rimasta silente per oltre sessant’anni.
Padre Giuseppe Pagano, Priore della Basilica, ha sottolineato il valore profondo di questo momento:
«È un sogno che diventa realtà. Il silenzio di sessant’anni viene interrotto e la musica torna a dare vita allo spazio pensato anche per il suono da Brunelleschi. L’organo accompagna la preghiera e contribuisce alla crescita spirituale della comunità.»
Il ritorno della musica d’organo rappresenta infatti un elemento essenziale per la piena esperienza liturgica e per l’identità stessa della Basilica, progettata da Filippo Brunelleschi come luogo armonico anche dal punto di vista acustico.
Una presenza significativa e le prime note ritrovate
A rendere ancora più significativa la presentazione è stata la presenza di Francesco Tronci, discendente della storica famiglia Tronci di Pistoia, cui si deve la realizzazione dell’organo ottocentesco oggi restituito alla Basilica. Una partecipazione particolarmente sentita, che ha idealmente ricongiunto la storia dello strumento con i suoi artefici.
Nel corso della mattinata, il Maestro Gabriele Giacomelli ha fatto risuonare per la prima volta l’organo restaurato, offrendo ai presenti un primo assaggio delle sue straordinarie possibilità timbriche.
Il Maestro ha eseguito due brani di grande interesse:
- una Pastorale in Sol maggiore di Luigi Bonini (inizi del XIX secolo), proveniente dai manoscritti conservati nell’Archivio della Basilica di Santo Spirito, testimonianza preziosa della vita musicale storica del complesso;
- la Consumazione dallo Stabat Mater di Gioachino Rossini (1792–1868), nell’arrangiamento per organo di Carlo Fumagalli.
Due esecuzioni che hanno restituito immediatamente la voce dell’organo alla Basilica, evocando atmosfere intime e solenni, e offrendo un ponte sonoro tra la tradizione musicale ottocentesca e la sensibilità contemporanea.
Un restauro che unisce arte, storia e comunità
Anche la Presidente di Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda, ha evidenziato il legame profondo tra la fondazione e Santo Spirito, ricordando i numerosi interventi sostenuti nel tempo, tra cui il recupero di importanti opere d’arte custodite nella Basilica.
«Restituire questo organo significa ridare voce a un luogo che torna ad accompagnare la dimensione spirituale della comunità.»
L’Architetto Antonella Ranaldi, Soprintendente, ha inoltre sottolineato come il restauro renda nuovamente “vivo e vibrante” uno dei luoghi più significativi del patrimonio fiorentino.
Un capolavoro tra Rinascimento e Ottocento
Le ricerche storico-artistiche condotte durante il restauro hanno permesso di datare con certezza la cantoria e il primo organo tra il 1551 e il 1553. Realizzata in legno di noce e arricchita da dorature, la cantoria si distingue per la raffinatezza degli intagli: protomi femminili, teste di ariete e motivi ornamentali restituiscono un linguaggio artistico di grande valore simbolico.
L’organo attuale risale invece al 1824 ed è opera di Filippo Tronci, successivamente ampliata nel corso dell’Ottocento. Si tratta di uno strumento di grandi dimensioni, con 38 registri e una straordinaria varietà timbrica, capace di evocare le sonorità di una vera e propria orchestra romantica.
Il restauro: recupero della materia e del significato
L’intervento ha restituito leggibilità e armonia all’intero complesso. Tra i risultati più significativi vi è il recupero della finitura originale della cantoria: sotto le ridipinture novecentesche è riemersa la bellezza del legno e delle dorature.
Sono stati inoltre eseguiti interventi di consolidamento strutturale, reintegrazione delle parti mancanti e restauro del telone dell’organo, oggi nuovamente funzionante.
Il restauro non ha dunque restituito solo un oggetto, ma un simbolo: la voce stessa della Basilica.
Due appuntamenti aperti alla città
La restituzione dell’organo alla comunità è accompagnata da due importanti momenti pubblici:
- 24 aprile 2026, ore 19.00
Concerto d’organo del M° Gabriele Giacomelli: “Viaggio musicale dagli organisti di Santo Spirito a Puccini”, con musiche di Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, oltre a inediti ottocenteschi ritrovati nell’Archivio della Basilica. - 26 aprile 2026, ore 10.30
Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Gherardo Gambelli.
Un progetto nel segno dell’umanesimo
Il restauro si inserisce nel percorso culturale e spirituale “Umanesimo in Santo Spirito”, promosso dalla Comunità Agostiniana, dal Centro Studi Internazionale Papa Leone XIV e dall’Associazione A Minimo Incipe.
Un progetto che mira a valorizzare la Basilica non solo come luogo d’arte, ma come spazio vivo di incontro tra storia, fede e comunità.
Dopo oltre sessant’anni di silenzio, Santo Spirito ritrova così la sua voce. E con essa, una parte essenziale della propria anima.
Alcune immagini della Conferenza

















