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Diciassettesimo giorno di Avvento

Il Vangelo di oggi fa sorgere spontanea una domanda: credo veramente nella necessità della mia conversione? E a fianco a questa un’altra domanda: credo che Gesù può veramente colmare la mia esigenza di felicità? E non sono le parole o i sì che possiamo offrire a dare una risposta positiva, ma le azioni quotidiane. Ciò che fa accogliere il Salvatore è la necessità, sapere di avere un cuore spezzato, ferito da tante delusioni, dal peccato, dal dolore di aver perso una perdona cara, da una vita buttata all’aria… E così invocare a cuore aperto: VIENI SIGNORE GESÙ!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32.
In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna.
Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò.
Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L’ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
E’ venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».