Convegni di Santo Spirito, i primi appuntamenti del 2017

Tornano i Convegni di Santo Spirito ed avranno per il 2017 il tema “Alla ricerca dlelo spirito-amore che abita in noi”. Gli appuntamenti si svolgeranno in esclusiva nella Biblioteca del Convento.

I primi due appuntamenti in programma sono:

31 gennaio 2017 ore 17.30

La riflessione agostiniana sullo Spirito Santo

Nello Cipriani
Ordinario presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma

21 febbraio 2017 ore 17.30

Di che cosa ha bisogno oggi la Chiesa? Di una sempre nuova pentecoste

Lorenzo Chiarinelli
Vescovo emerito di Viterbo e già assistente nazionale della Federazione Universitari Cattolici Italiani

Ultimo giorno di Avvento

Stamane si conclude l’Avvento! Come siamo arrivati a questo Natale? Non so che risposte verranno fuori… Ma una cosa è certa: Dio viene a visitarci come sole che sorge dall’alto, ci visita con tenerezza e misericordia! Comunichiamo anche noi tenerezza e misericordia in questi giorni… Allora ogni disastro, ogni maceria si trasformerà in vita vera, in una grande luce!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14.
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,
per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,
ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Ventisettesimo giorno di Avvento


Oggi il Vangelo ci racconta la nascita di Giovanni Battista e la grande misericordia che Dio ha voluto manifestare al l’umanità attraverso di lui. I presenti sono tutti pieni di gioia perché con i loro stessi occhi e i loro cuori possono sperimentare che Dio è con noi. Zaccaria grazie alla sua obbedienza riprenderà la parola che aveva perso a causa della sua non fede! Siamo tutti invitati a benedire il Signore per le meraviglie che compie anche oggi malgrado la disobbedienza dell’uomo!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,57-66. 
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. 
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. 
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 
Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.

Ventiseiesimo giorno di Avvento

La gioia della Vergine Maria esplode perché si è sentita visitare dal Signore, il suo Salvatore! Maria si fa voce di tutti gli umili, di tutti gli oppressi e dona a questa umanità ferita la Speranza e mette in guardia i potenti, i ricchi che verranno abbassati. Dentro questa speranza ogni cuore può gioire!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,46-56. 
«L’anima mia magnifica il Signore 
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. 
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente 
e Santo è il suo nome: 
di generazione in generazione 
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 
Ha ricolmato di beni gli affamati, 
ha rimandato a mani vuote i ricchi. 
Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». 
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Venticinquesimo giorno di Avvento

Parto da una domanda a te che mi leggi: in questo momento c’è gioia nel tuo cuore? Ne faccio una più facile: quale è l’ultimo momento in cui hai sentito dentro il tuo cuore tanta gioia? Ma secondo te da dove nasce la vera gioia? Se non sai rispondere, forse il brano del Vangelo di oggi può aiutarci: la vera gioia nasce da un incontro, un incontro vero, senza interessi. Elisabetta gioisce perché incontra la Vergine Maria, ma soprattutto per Chi è già nel grembo di questa Vergine ed esulta di gioia anche il bambino che porta lei nel suo grembo, Giovanni Battista. L’incontro di due donne, l’incontro di due bambini che ancora non sono nati! Ma chi provoca tutto questo? La forza dello Spirito Santo! Il piccolo Bambino Gesù sembra essere ancora spettatore di tutto quello che sta avvenendo per preparare la sua venuta, ma già riempie il mondo di gioia! Già riempie il tuo cuore di gioia!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-45.
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

Ventiquattresimo giorno di Avvento

All’incredulità di ieri di Zaccaria, oggi risponde la fede di Maria che vede realizzarsi in lei il meraviglioso disegno di Dio. Anche se non comprende offre tutta se stessa e si rende strumento nelle mani di Dio: “Avvenga per me secondo la tua parola”. Quel “per” ha una forza incredibile: lei diventa mezzo di un Dio che le stravolge la vita ma qui la parola grossa la fa l’AMORE, l’amore per Dio, l’amore per l’umanità che ha bisogno del suo sì per essere salvata. Maria ci sia di esempio e sprone per dare il nostro sì a Dio, senza paura ma con coraggio!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

Ventitreesimo giorno di Avvento

Dio entra dentro il dolore dell’umanità per risollevare le sue umiliazioni. Per Zaccaria ed Elisabetta, il fatto di non avere figli era una vergogna fra gli uomini e Dio libera da questa situazione! E la cosa più sconcertante è che Dio continua ad agire malgrado l’incredulità degli uomini, in questo caso di Zaccaria, che pur essendo un uomo giusto e sacerdote al servizio del tempio, non si fida della Parola del Signore! Per castigo sarà muto perché non può proclamare quella Parola che non crede! Egli diventa l’immagine di ciascuno di noi, quando schiacciati dal dolore, facciamo fatica a credere e a risollevvarci! Ma Dio è sempre con noi, Egli è l’Emmanuele!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,5-25.
Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.
Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.
Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,
secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.
Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.
Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».
L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.
Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:
«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

Ventiduesimo giorno di Avvento. Quarta domenica

Giuseppe nei Vangeli non parla, è l’uomo del silenzio, dell’obbedienza. È l’uomo dei sogni… Ma non un sognatore che vaneggia, ma un sognatore che si fonda sulla Parola di Dio e ad essa obbedisce! Quanta illogicità umana su ciò che gli viene richiesto di chiedere ma lui è sempre pronto a dire il suo SÌ come la sua promessa sposa! Insieme pregando e meditando la Parola hanno imparato a dire sì e hanno rinunciato ai loro progetti personali per farsi “strumenti” nelle mani di Dio ed accogliere la sua Parola fatta carne e consegnarla al l’umanità.
Giuseppe con la sua obbedienza permette che l’Emmanuele, il Dio con noi, potesse mettere la sua tenda in mezzo a noi!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,18-24.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio-con-noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,

Ventunesimo giorno di Avvento

Oggi il Vangelo ci propone la genealogia di Gesù! È un messaggio per farci capire che Dio si incarna in una storia, accogliendo tutti e accettando ogni uomo e donna con tutti i loro peccati e storie fatte di fedeltà e tradimenti. Gesù nasce nel mondo servendosi di tutti, anche di Giuseppe che sceglie come padre, per accompagnarlo nella sua crescita. Certo, i disegni divini sono particolari, ma tutti vertono alla salvezza dell’umanità! Grazie a Giuseppe per aver accolto un disegno umanamente così incomprensibile, ma che ha accolto con tanta obbedienza e fede!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,1-17.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram,
Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,
Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse,
Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,
Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf,
Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,
Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,
Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,
Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor,
Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,
Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

Ventesimo giorno di Avvento

Giovanni Battista è la lampada che risplende. E oggi, inizio della Novena di Natale, mettiamo davanti a Colui che nascerà la prima lampada! Giovanni è la lampada ma non è la LUCE! La luce è Cristo che è venuto ad illuminare il mondo! Dalla sua luce si accendono le nostre lampade attraverso le quali il Cristo continua ad illuminare il mondo!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 5,33-36.
Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.
Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.