Che nel mondo non se ne trova una simile. Le storie di Santo Spirito, chiesa tra le chiese

La Comunità Agostiniana di Santo Spirito è lieta di annunciare uno straordinario evento in prima assoluta, promosso con La Compagnia delle Seggiole ed il CRALgiàBT: … CHE NEL MONDO NON SE NE TROVA UNA SIMILE. Le storie di Santo Spirito, chiesa tra le chiese. Un viaggio teatrale alla scoperta della nostra Basilica, scritto da Riccardo Ventrella e diretto da Sabrina Tinalli. Protagonisti Fabio Baronti, Luca Cartocci, Raffaello Gaggio, Andrea Nucci e Sabrina Tinalli. Costumi di Giancarlo Mancini.

Le date: domenica 5 marzo, domenica 19 marzo, domenica 2 aprile. Viaggi alle ore 19.00 ed alle ore 20.00.

Intero 15,00 euro – Ridotto 12,00 euro (Under 18  – Soci CRALgiàBT –   Over 65 )
Info e prenotazioni tutti i giorni dopo le ore 14 al n. 
333 22 84 784

Gian Lorenzo Bernini la considerava la più bella mai esistita: al di là di questo illustre giudizio, con le sue forme al limite della perfezione Santo Spirito è un vero gioiello dello spirito e dell’ingegno, punto di contatto quasi perfetto tra abilità umana e presenza divina. Non solo: Santo Spirito è uno scrigno di straordinarie opere d’arte, in forma di dipinto ma anche di scultura e ovviamente d’architettura; e ha “dato il tono” a un intero quartiere, quello che si dispiega sulla riva sinistra d’Arno a partire dalla sua splendida piazza. Cappelle, chiostri, refettori, la sagrestia: un viaggio dentro la chiesa di Santo Spirito è portatore di tante storie. Racconterà queste storie una guida d’eccezione, Ser Filippo Brunelleschi, in compagnia di un giovane Michelangelo Buonarroti e di Martin Lutero, agostiniano tra gli agostiniani. La voce di una donna del popolo sarà il contrappunto, ora divertito ora saggio e concreto, al parlare di tanti uomini illustri, che poter vedere convenuti in un sol luogo racconta già una parte della grandezza di questo inimitabile tempio dello spirito.

19 febbraio, Messa cantata in Basilica

Domenica 19 febbraio alle ore 21 presso la nostra Basilica si terrà la Messa cantata Antico-Contemporanea con i cori del Maestro Edoardo Materassi Animae Voces e Mulieris Voces diretti dal Maestro Saverio Lanza.

Messa cantata in Santo Spirito

I 15 giovedì di Santa Rita

Anche quest’anno abbiamo la gioia di iniziare la pia pratica dei 15 giovedì di Santa Rita presso la nostra Basilica di Santo Spirito. 15 è il numero che ricorda gli anni in cui la nostra cara Santa ha portato la spina, segno della sua intima unione e grande amore per il Crocifisso. Grande occasione per prepararci alla festa del 22 maggio. O prima o dopo la festa faremo il pellegrinaggio a Cascia, daremo comunicazione quanto prima per organizzarci al meglio. Vi aspettiamo per esprimere la grande devozione a Santa Rita.

 

Convegni di Santo Spirito, i primi appuntamenti del 2017

Tornano i Convegni di Santo Spirito ed avranno per il 2017 il tema “Alla ricerca dlelo spirito-amore che abita in noi”. Gli appuntamenti si svolgeranno in esclusiva nella Biblioteca del Convento.

I primi due appuntamenti in programma sono:

31 gennaio 2017 ore 17.30

La riflessione agostiniana sullo Spirito Santo

Nello Cipriani
Ordinario presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma

21 febbraio 2017 ore 17.30

Di che cosa ha bisogno oggi la Chiesa? Di una sempre nuova pentecoste

Lorenzo Chiarinelli
Vescovo emerito di Viterbo e già assistente nazionale della Federazione Universitari Cattolici Italiani

Ultimo giorno di Avvento

Stamane si conclude l’Avvento! Come siamo arrivati a questo Natale? Non so che risposte verranno fuori… Ma una cosa è certa: Dio viene a visitarci come sole che sorge dall’alto, ci visita con tenerezza e misericordia! Comunichiamo anche noi tenerezza e misericordia in questi giorni… Allora ogni disastro, ogni maceria si trasformerà in vita vera, in una grande luce!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14.
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,
per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,
ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Ventisettesimo giorno di Avvento


Oggi il Vangelo ci racconta la nascita di Giovanni Battista e la grande misericordia che Dio ha voluto manifestare al l’umanità attraverso di lui. I presenti sono tutti pieni di gioia perché con i loro stessi occhi e i loro cuori possono sperimentare che Dio è con noi. Zaccaria grazie alla sua obbedienza riprenderà la parola che aveva perso a causa della sua non fede! Siamo tutti invitati a benedire il Signore per le meraviglie che compie anche oggi malgrado la disobbedienza dell’uomo!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,57-66. 
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. 
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. 
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 
Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.

Ventiseiesimo giorno di Avvento

La gioia della Vergine Maria esplode perché si è sentita visitare dal Signore, il suo Salvatore! Maria si fa voce di tutti gli umili, di tutti gli oppressi e dona a questa umanità ferita la Speranza e mette in guardia i potenti, i ricchi che verranno abbassati. Dentro questa speranza ogni cuore può gioire!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,46-56. 
«L’anima mia magnifica il Signore 
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. 
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente 
e Santo è il suo nome: 
di generazione in generazione 
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 
Ha ricolmato di beni gli affamati, 
ha rimandato a mani vuote i ricchi. 
Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». 
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Venticinquesimo giorno di Avvento

Parto da una domanda a te che mi leggi: in questo momento c’è gioia nel tuo cuore? Ne faccio una più facile: quale è l’ultimo momento in cui hai sentito dentro il tuo cuore tanta gioia? Ma secondo te da dove nasce la vera gioia? Se non sai rispondere, forse il brano del Vangelo di oggi può aiutarci: la vera gioia nasce da un incontro, un incontro vero, senza interessi. Elisabetta gioisce perché incontra la Vergine Maria, ma soprattutto per Chi è già nel grembo di questa Vergine ed esulta di gioia anche il bambino che porta lei nel suo grembo, Giovanni Battista. L’incontro di due donne, l’incontro di due bambini che ancora non sono nati! Ma chi provoca tutto questo? La forza dello Spirito Santo! Il piccolo Bambino Gesù sembra essere ancora spettatore di tutto quello che sta avvenendo per preparare la sua venuta, ma già riempie il mondo di gioia! Già riempie il tuo cuore di gioia!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-45.
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

Ventiquattresimo giorno di Avvento

All’incredulità di ieri di Zaccaria, oggi risponde la fede di Maria che vede realizzarsi in lei il meraviglioso disegno di Dio. Anche se non comprende offre tutta se stessa e si rende strumento nelle mani di Dio: “Avvenga per me secondo la tua parola”. Quel “per” ha una forza incredibile: lei diventa mezzo di un Dio che le stravolge la vita ma qui la parola grossa la fa l’AMORE, l’amore per Dio, l’amore per l’umanità che ha bisogno del suo sì per essere salvata. Maria ci sia di esempio e sprone per dare il nostro sì a Dio, senza paura ma con coraggio!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

Ventitreesimo giorno di Avvento

Dio entra dentro il dolore dell’umanità per risollevare le sue umiliazioni. Per Zaccaria ed Elisabetta, il fatto di non avere figli era una vergogna fra gli uomini e Dio libera da questa situazione! E la cosa più sconcertante è che Dio continua ad agire malgrado l’incredulità degli uomini, in questo caso di Zaccaria, che pur essendo un uomo giusto e sacerdote al servizio del tempio, non si fida della Parola del Signore! Per castigo sarà muto perché non può proclamare quella Parola che non crede! Egli diventa l’immagine di ciascuno di noi, quando schiacciati dal dolore, facciamo fatica a credere e a risollevvarci! Ma Dio è sempre con noi, Egli è l’Emmanuele!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,5-25.
Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.
Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.
Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,
secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.
Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.
Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».
L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.
Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:
«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».