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BEATO SIMONE FIDATI DA CASCIA

UN AGOSTINIANO CONTEMPLATIVO E PREDICATORE
TRA MEDIOEVO E UMANESIMO

Dal 14 al 29 aprile nella nostra Basilica di Santo Spirito saranno presenti il corpo del Beato Simone Fidati da Cascia e il Miracolo Eucaristico avvenuto a Siena nel 1330 (il Beato Simone si fece dare le due pagine del Breviario, macchiate di sangue, dal sacerdote che andò a confessarsi da lui e che portando la comunione ad un contadino ammalato, non aveva messo la particola nell’apposita teca ma, per mancanza di fede e rispetto nell’Eucarestia, l’aveva messa in mezzo al suo breviario). Sul tema dell’Eucarestia e del sacerdozio segnaliamo la giornata di Giovedì 19 aprile, guidata dal vescovo agostiniano Mons. Giovanni Scanavino. In particolare invitiamo a partecipare i sacerdoti.

La presenza del Beato Simone nella nostra città, vuole essere un’occasione di riflessione ulteriore, in questo decennio che la Chiesa italiana dedica all’ “educazione alla vita buona del Vangelo. E Simone è stato un vero educatore alla fede cristiana attraverso l’annuncio del Vangelo (a questo riguardo segnaliamo la conferenza che si terrà presso la nostra Sala Capitolare Mercoledì 18 aprile, dal tema Beato Simone come promotore della fede attraverso l’annuncio del vangelo e che viene tenuta da uno dei maggiori esperti del Beato, l’agostiniano tedesco P. Willigs Eckermann).

Inoltre questa iniziativa è legata ai cinquant’anni del ritrovamento del nostro Crocifisso di Michelangelo (scoperto dalla Lisner nel settembre del 2012), infatti la contemplazione del Cristo e del Cristo crocifisso era al centro della contemplazione quotidiana del Beato Simone. Da buon seguace della spiritualità agostiniana, seppe fare dell’umiltà del Cristo il centro della sua vita. Diceva infatti: L’umiltà è il recipiente della grazia di Dio; l’umiltà è il luogo riparato in cui non soffia il vento impetuoso; l’umiltà è lo scrigno delle virtù; l’umiltà è quella luce nella quale l’anima ritrova ogni grazia perduta”. Su questo tema segnaliamo la giornata dedicata alla vita consacrata (sabato 28 aprile), ma aperta a tutti, e in particolare la conferenza dell’Agostiniano P. Remo Piccolomini (direttore dell’edizione bilingue dell’opera Omnia di S. Agostino) che svolgerà il tema Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Il Beato Simone Fidati nasce a Cascia nel 1295 e muore qui a Firenze nel 1348. Il Beato qui a Firenze, presso il nostro convento di Santo Spirito, che come sappiamo nel XIV secolo sarebbe diventato famoso per essere uno dei più brillanti centri dell’Umanesimo fiorentino, che si riuniva ad un altro “scomodo” agostiniano, Luigi Marsili (amico di Francesco Petrarca). In questo stesso convento, Simone Fidati fu punto di riferimento per una cerchia di devoti tra i quali vi fu anche Tommaso Corsini, personalità di spicco della città di Firenze. Dalle numerose lettere di Fidati si deduce che egli è stato amico e consigliere spirituale di molte persone e tra i suoi ammiratori troviamo Giovanni dalle Celle e il celebre pittore, allievo di Giotto, Taddeo Gaddi. Qui a Firenze svolge il periodo più lungo della sua predicazione e difatti viene chiamato “l’apostolo di Firenze”. Non conosciamo l’anno dell’ingresso nell’Ordine Agostiniano, né le ragioni che motivarono questa scelta. Da giovane Simone, come era di prassi presso le famiglie aristocratiche, era stato avviato agli studi classici, che poi abbandonò e si dedicò alla scienza di Dio, dopo un incontro con un uomo di santa vita, Angelo Clareno.

Pur preferendo vivere nel silenzio e nella contemplazione, per obbedienza si dedicò alla predicazione, perché i superiori erano ben consapevoli della sua preparazione dottrinale e soprattutto della sua santità di vita. Oltre che grande predicatore fu anche un eccelso scrittore e proprio qui a Firenze, nel 1333 scrive la sua prima opera in italiano, “L’ordine della vita cristiana”, un’opera scritta per educare i cittadini fiorentini, chiamati a costruire insieme la società. L’ultima parte dell’opera si richiama alla Chiesa e allo Stato e offre spunti originali in campo educativo. L’invito è quello che tutti, chierici e laici, sono chiamati a conformarsi pienamente a Cristo, e poiché ognuno ha bisogno dell’altro, a recuperare lo spirito di servizio assoluto, fino a donare la vita per il bene dell’altro. In quest’opera inoltre, il Fidati aiuta a fare una costante ricerca d’armonia: tra anima e corpo, lavoro e preghiera, amore e timore, umiltà e fiducia, ricerca della verità e pazienza nella ricerca, osservanza della legge e rispetto delle condizioni della persona, disponibilità nel dare e nel ricevere.

La spiritualità del Beato Simone, illuminata dalla Scrittura, si fonda sulla persona di Cristo e sul primato della carità, intesa come dono di Dio all’uomo e via privilegiata del suo cammino verso Dio. Diceva infatti questo nostro agostiniano (scrive in volgare): Solo questa lezione, nella quale sta tutta la Scrittura è di bisogno di studiare e di sapere, cioè, amare Dio con tutto il cuore con tutta l’anima, con tutta la mente e il prossimo tuo come te medesimo… Pensa, dunque, studiati, o anima mia, se ti vuoi salvare e avere la vita eterna, d’amare Iddio. E, se lo vuoi trovare per poter in Lui tutto il tuo amore porre, non cercare fuori di casa tua, né ancora fuori di te. In te cerca con desiderio e sì lo troverai. Nel suo pensiero è un fedele discepolo del suo maestro spirituale Sant’Agostino.

Attingendo al Vangelo, ha cercato di rispondere ad un’esigenza della sua epoca e si è prefisso di aiutare i cristiani a prendere coscienza delle loro importanti responsabilità nell’economia del processo salvifico e nell’imminenza storica. Egli è un vero educatore e in particolare si rivolge alle donne e in generale a tutti quelli che non avevano accesso alla cultura clericale. Si rivolgeva, cioè, alle persone semplici. La sua parola conquistò tanti cuori e mentre parlava in particolare della passione di Gesù, i peccatori scoppiavano in lacrime. Infatti numerose prostitute si convertirono ad una vita di penitenza e di preghiera e per loro nel 1330 fece costruire il monastero di Santa Elisabetta, detto il monastero delle convertite. In questo monastero, già nel 1333 vi erano 50 monache.

Il Beato Simone, proprio per amore della purezza dell’annuncio, non aveva timore di nessuno e denunciava con coraggio tutti quei mali di cui veniva a conoscenza. Tutti avevano ammirazione per lui, per la sua parola, ma non tutti arrivavano a cambiare vita. Anzi alcuni tentarono di farlo tacere, come è la sorte di tutti i profeti. Il suo biografo fra Giovanni da Salerno racconta: I priori del Comune di Firenze gli proibirono di predicare in avvenire quanto aveva pubblicamente affermato contro di essi e gli ordinarono di ritirarsi quanto prima. Simone rispose: ‘Se sono false le cose ch ho detto contro i vizi e le nefandezze che in questa città pubblicamente si commettono, io sono pronto a bruciare la Bibbia che ho in mano, in essa ho trovato scritto quanto ho denunciato. Se, invece, sono vere, se ho parlato dicendo la verità, non ritratterò mai neanche una parola delle mie accuse. Anzi, sono pronto a confermarle con coraggio e senza paura fino alla morte. Non temo le vostre minacce, né cerco l’approvazione o l’applauso di alcuno’. Lo dimostrò con i fatti nella pungente lettera che scrisse ai fiorentini al tempo della inondazione dell’Arno.

Questa inondazione avvenne il 1° novembre 1333. Il beato Simone, assente dalla città, scrisse una lettera e non temette di affermare che l’inondazione fosse la giusta punizione di Dio contro gli innumerevoli peccati dei fiorentini e dei loro governanti. E così invita la repubblica fiorentina, fiera e potente, al pentimento e alla conversione. E se non avessero cambiato vita gli sarebbe successo di peggio. Ovviamente questa lettera non piacque alle autorità.
Il nostro beato, con l’aiuto delle generose offerte di Tommaso Corsini e di altri, fondò anche il monastero femminile di San Gaggio. Questo monastero venne inaugurato il 29 marzo 1345 con la professione di Monna Nera, una vedova che condusse una vita esemplare di preghiera e penitenza, e altre cinque giovani. Sul rapporto del Beato Simone con la vita monastica agostiniana femminile, invitiamo a partecipare alla conferenza del Prof. Francesco Santi Clausura ed eremo. Simone Fidati da Cascia e le nuove forme della vita religiosa all’inizio del secolo XIV, il mattino del sabato 28 aprile.

Potete trovare tutti i dettagli del programma sul sito www.basilicasantospirito.it o anche su Toscana Oggi. Vi invitiamo in modo particolare ad accogliere il corpo del Beato e il Miracolo Eucaristico sabato 14 aprile alle ore 17.15, all’ingresso della Chiesa e partecipare alla Santa Messa presieduta dal nostro Cardinale alle ore 18.00.

Padre Giuseppe Pagano
Priore di Santo Spirito
gpagano7@hotmail.it