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«Un convento più aperto, una piazza più viva». Su Toscana Oggi l’intervista a Padre Giuseppe Pagano

Nell’edizione in edicola di Toscana Oggi è presente una intervista di Anna Celeste Alfieri al Priore della Basilica di Santo Spirito Padre Giuseppe Pagano OSA che, grazie alla gentile concessione del giornale, pubblichiamo integralmente.

Piazza Santo Spirito e le vie limitrofe vivono in una condizione precaria causata da una movida notturna inquieta, accompagnata dallo spaccio di droga, che persiste ormai da diversi anni. Non mancano però le iniziative perché il quartiere sia più vivo, e più vivibile. Il priore di Santo Spirito, padre Giuseppe Pagano, insieme alla comunità degli Agostiniani non esita, ogni volta che serve, a far sentire la sua voce.

Qual è lo stato della zona?

«La zona sta vivendo l’aumento di un controllo forte perché, circa due settimane fa, sono stati fatti tre arresti da parte delle forze dell’ordine e c’è stato un ritorno dello spaccio della droga pesante. La notizia di questi arresti ha creato una rinnovata preoccupazione nell’amministrazione e nelle forze dell’ordine. Spesso ci sono macchine della polizia in piazza e agenti in borghese: le forze dell’ordine fanno sentire la loro presenza. Con l’amministrazione abbiamo avuto recentemente un incontro e ne avremo un altro tra una decina di giorni per stendere una scaletta di priorità per poter fare degli interventi».

Quali sono gli aspetti più preoccupanti?

«Ci preoccupa il comportamento all’interno della piazza, la condizione di sporcizia in cui versa la mattina, ricoperta di bottiglie e di vetri sparsi. C’è quindi la necessità di piccoli interventi a livello educativo. Le forze dell’ordine sono ovviamente impegnate più da un punto di vista penale, pertinente con la parte più delinquenziale; l’amministrazione dovrà però intervenire sulla questione del decoro, del rispetto del sagrato come luogo sacro. Con le forze dell’ordine abbiamo un buon rapporto di fiducia e di intervento repentino ogni volta che sorgono delle situazioni più problematiche, che a volte riguardano la chiesa e il convento; il supporto delle forze dell’ordine è decisamente amicale, forte e tempestivo. E di questo, come comunità agostiniana, siamo molto grati».

Nei giorni scorsi c’è stata una riunione per parlare della piazza, del quartiere e dei suoi problemi: chi era presente?

«Per il Comune era presente l’assessore Federico Gianassi, il comandante della polizia municipale – Alessandro Casale – e con me è venuto un gruppo di volontari e rappresentanti delle cooperative, una sorta di comitato laico non ufficiale che si è costituito per dar voce alle varie opinioni delle persone che vivono e lavorano nella zona. L’intento era far sorgere delle proposte che possano coinvolgere un po’ tutti, anche i gestori delle attività commerciali».

I gestori dei locali e i residenti come vivono questa realtà?

«Alcuni sono continuamente disturbati perché subiscono l’abuso di suoni e rumori che a volte vanno avanti per tutta la notte nella piazza. La maggior parte del consumo di alcolici non proviene dalla vendita dei locali, che non possono dare bottiglie in mano ai consumatori e quindi è molto plausibile che esse provengano da altre fonti. Inoltre la situazione nella piazza peggiora proprio dopo che i gestori chiudono i locali, intorno all’1:30 di notte».

Qual è l’età delle persone che frequentano la piazza?

«Santo Spirito attira un po’ tutti, dai giovanissimi alle persone più adulte. Ovviamente, più se ne parla più un luogo è portato a farsi vivo. In una situazione normale è un ambiente anche abbastanza tranquillo: le persone vengono qui per trascorrere una serata in piazza, per mangiare e bere in compagnia. È il “contorno” sul quale bisogna un po’ lavorare».

Pensa che l’attuale sorveglianza sia adeguata?

«Si, credo che di controlli ce ne siano a sufficienza. Sulle modalità magari credo che il questore – Alberto Intini – ci tenga a non far trasparire l’immagine di una piazza blindata e su questo ha ragione. Io credo che le forze dell’ordine ormai conoscano tutti: chi spaccia e chi fa uso di droga. Però ripeto: si sta lavorando su questa idea di un progetto, per poter dare una certa gradualità e intervenire in maniera efficace. In questo momento vedo questa preoccupazione che spero sia reale e non effimera. Personalmente non vorrei che si arrivasse al pensiero che ormai non ci sia più nulla da fare perché è sempre stato così. L’ho detto anche all’assessore che bisogna uscire da questa chiacchiera».

 Ci sono delle attività che la fraternità agostiniana ha svolto nei mesi precedenti e che pensa di continuare a proporre per risollevare questa realtà?

«Un’idea che ci è venuta è quella di aprire il più possibile i nostri ambienti: il chiostro del convento, la chiesa è sempre aperta. L’idea è di essere una presenza all’interno della piazza, offrendo anche occasioni culturali: concerti, conferenze, visite guidate, momenti di preghiera. Altre occasioni in cui la chiesa resta aperta di sera sono la celebrazione della Messa alle 21 e una volta al mese la «Luce nella notte», una serata di evangelizzazione di strada. Per la sera in cui si svolge questa evangelizzazione con le sentinelle del mattino di Pasqua ho chiesto un aiuto maggiore perché ho visto che a volte ci sono delle problematiche con l’alcool tra i giovanissimi. Ciò mi ha spinto a chiedere una mano in particolare ad associazioni che sono specializzate in questo settore. Può essere questa l’occasione per porre in essere insieme un progetto non solo di tipo repressivo ma educativo. L’idea della nostra fraternità e dei laici che ci frequentano è quella di occupare la piazza con cose buone. Ho suggerito anche di far riappropriare la piazza dalle famiglie con i bambini, anche se attualmente è difficile occupare il sagrato con attività per i più piccoli a causa della presenza di bottiglie e scaglie di vetro».

Quali sono le associazioni che in questo momento collaborano con gli agostiniani?

«Abbiamo un’associazione, gli Amici di Santo Spirito, che ci aiuta a tenere aperta la chiesa attraverso la custodia, a livello economico, e con l’animazione di alcuni eventi. Il 30 settembre e il 1 ottobre per esempio ci sarà Floralia: sarà un’esperienza di esposizione e mercato di fiori. La gente potrà entrare e godere della pace del chiostro, visitando i vari banchetti di fiori. Poi ci sono delle cooperative che gestiscono il percorso che prevede la visita del chiostro e del crocifisso di Michelangelo. Infine ci sono diversi volontari che ci sostengono nelle singole attività».

A livello culturale, quali sono i prossimi eventi in programma?

«Con la Compagnia delle Seggiole abbiamo organizzato nei mesi scorsi una visita della basilica e del chiostro e delle letture con testi tratti da Le Confessioni di Sant’Agostino e sono previste altre serate con questa compagnia teatrale; c’è stato un concerto con un coro di bambini giapponesi e si svolgeranno presto altri concerti di musica; dal 17 settembre vedremo, una volta al mese, degli spettacoli di burattini per coinvolgere i bambini e le loro famiglie. Il 19 settembre riprendiamo i Convegni di Santo Spirito: le prime tre conferenze concluderanno il ciclo sullo Spirito Santo; a novembre pensiamo di fare una conferenza su Lutero; infine in primavera proporremo delle conferenze dal tema più artisticoculturale, per spiegare gli ambienti di Santo Spirito. E poi da ottobre riprenderanno le serate di evangelizzazione di strada, di cui parlavo prima, con le sentinelle del mattino di Pasqua. Queste sono le cose più immediate. Vedremo se nel prossimo futuro, attraverso la collaborazione di tutti, sarà possibile organizzarne altre in piazza. Dipende ovviamente da come vorranno muoversi l’amministrazione e i gestori dei locali. Si spera in questo modo di migliorare e superare la situazione di degrado».

Anna Celeste Alfieri

Da Toscana Oggi del 17 settembre 2017